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Il bacino marittimo

 
 

Nel 1958 fu deciso di creare un nuovo bacino per consentire ai cargo di minerale di ferro di far arrivare in città materiali per la fabbrica di acciaio Usinor che doveva essere costruita a Dunkerque.
In effetti, quando perse il vantaggio della siderurgia della Saar nel 1956, la Francia, che aveva beneficiato della sua produzione di acciaio, aveva bisogno di incrementare la propria capacità di produzione. Fu deciso di importare minerale di ferro da oltreoceano in quanto, grazie alla sua maggiore concentrazione di ferro era più economico da trasformare rispetto a quello della Lorena. Allo stesso tempo, visto che i giacimenti di carbone europei si stavano esaurendo, era necessario importare anche il carbone. Considerazioni di questo genere portarono il governo a considerare la possibilità di costruire un impianto in un’area portuale.
Il porto di Dunkerque fu considerato un posto adatto alla costruzione di questo tipo di impianto. Lo scavo di un nuovo bacino marittimo, interamente ricavato dal mare e protetto verso Nord dalla Diga Break cominciò nel 1958.

 
 
 


Gli scavi del nuovo bacino marittimo, 1960.

 


Vista prima dei lavori di scavo.

 



Il bacino marittimo, 1962.
Un dragamine olandese al lavoro nel bacino marittimo.

 
 
 


Scarico di derrick.

 


Una nave entra nella chiusa Charles de Gaulle.

 
 
 

Esso venne attivato nel 1962 fornendo banchine per navi di 55000 tonnellate che entravano attraverso la chiusa Watier. Il bacino, originariamente lungo 2 km, fu esteso fra il 1967 ed il 1969 ad una lunghezza di 5.5 km.
Quando fu aperta la chiusa De Gaulle nel 1979 il bacino divenne accessibile alle navi con un pescaggio di 14 m. 20 e fu possibile che 5 navi per il trasporto di minerale di ferro e carbone pesanti fino a 130 000 tonnellate si fossero presentati contemporaneamente.

 

Molte industrie hanno sede lungo il bacino marittimo. Oltre allo stabilimento dell’acciaio, che attualmente appartiene al Gruppo Mittal-Arcelor ed occupa 4200 persone di Dunkerque e Mardyck, ci sono impianti petrolchimici, terminal cereali e terminal specializzati nell’esportazione dell’acciaio.

 
 
 
 

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