
Vista del Fiume Motlawa
di Balthazar Frederic Leizel, Augsburg, Germania, 2^ metà del 18° secolo.

Sull’Isola dei Granai
di Autore Sconosciuto, 2^ metà del 19° secolo. Foto di Ewa Meksiak
Guardando il pacifico porto di oggi, è difficile credere che alcuni secoli fa fosse sovraffollato di navi, barche e zattere e, in ottemperanza delle regole, le imbarcazioni potevano fermarsi solo quattro giorni. In quel periodo la Polonia era chiamata “il granaio d’Europa” ed il “magazzino dei materiali per la costruzione di navi”. I prodotti agricoli e forestali erano trasportati con zattere giù per i fiumi fino al più lungo fiume Polacco, la Vistola, e quindi a Danzica. Si diceva che fossero la segale ed il frumento a scorrere nel fiume al posto dell’acqua.
Danzica era sempre pronta a ricevere la più alta quantità possibile di merci, di ricaricarle e conservarle. La lunghezza delle banchine nel porto cresceva di anno in anno, anche di 3 chilometri alla volta. Lo stesso si può dire per i magazzini: ce n’erano circa 300, alcuni di 7 piani – si diceva che la loro superficie totale fosse maggiore di quella di alcune cittadine!
Wyspa Spichrzów (‘l’Isola dei Granai’) divenne il centro di trasbordo del porto di Danzica. C’erano molti magazzini appositamente disegnati per merci specifiche, ma la maggior parte di essi erano granai. Per permettere alle persone di orientarsi più facilmente all’interno del porto, ai magazzini venne dato un nome, ad esempio Re Davide, il Cervo, l’Oca Grigia, l’Orso. I granai erano costruiti anche sull’isola accanto chiamata Olowianka (‘Isola Principale’).